martedì 2 febbraio 2016

ALBERT BARREDA carte 2001 2015



SABATO 6 FEBBRAIO ORE 17.00 

l’ ARCA di Albert Barreda


La prua e la poppa

Dapprincipio furono le scatole. Semplici cartoni da trasloco accatastati un po’ alla rinfusa sopra una pagina
(il giornale di bordo) con una matita per annotare “Imbarcare per prime le idee”. Le scatole aperte diventano stanze: gli alloggi dell’immaginazione. Ma anche contenitori di cose concrete come ore lavorate,
ore sudate, ore camminate, ore attese, ore amate. Le cabine dei giorni dei mesi degli anni trascorsi e futuri. Ognuna con un colore: il colore della speranza, della certezza, del dubbio, del dolore, della gioia, della pace, dell’amicizia. Tutte le sfumature dell’umanità. Il dentro di un viaggio. Verso. Che, nell’incedere, si anima di figure filiformi come è essenziale la sostanza dell’uomo, spogliata di indumenti ingombranti quali pregiudizi che distorcono giudizi, diversità che non fanno la diversità, corazze che non proteggono, orpelli che non vestono l’anima, e neppure la mente. Un equipaggio nudo, al pari delle donne e degli uomini all’inizio della vita, erge l’albero maestro fatto di mattoni perché i pensieri sono i mattoni che servono per costruire il domani. Onde su onde fatte di pagine - il sapere, la saggezza, la conoscenza, la curiosità - si increspano, mentre cresce la frenesia della ciurma che stende le cime e il sartiame. Anche i fili del gran pavese dove si può perfino danzare come equilibristi del proprio destino. Incontro alla destinazione. Guadagnate le murate, disteso il ponte, l’equipaggio, è pronto. Noi, adesso, siamo nelle mani del timoniere.

Il timoniere

Albert Barreda è l’artista-timoniere. Sulla nave il suo occhio diventa il nostro occhio. Per ascoltare i venti che impaginano i fogli di colore, per lasciarci sorprendere dalle stelle (le luci!), per seguire i punti cardinali delle linee di forza che conferiscono un’architettura all’assemblaggio di forme e volumi. E’ un uomo di terra Barreda, della Catalunya, modulata con dolcezza e asprezza nelle accese pastosità di una natura feconda. Un uomo di terra che ha incontrato il mare in rima con amare - una moglie italiana - sulle rive scabre della Liguria. Dove ha posato il suo bagaglio di pennelli, per salpare come pittore. Nel suo solcare le rotte - astratte o concrete, pensate, interiorizzate, sperimentate, raccontate - ha perfezionato gli strumenti di bordo. La fantasia, la poesia, la narrazione, la sonorità. Con mano tersa e mente limpida. Con gentilezza e con arguzia. Con generosità. Con aderenza alla realtà e con benevolenza per il sogno. Con lungimiranza.
Sì, Albert Barreda è un buon timoniere. Se la sua nave è un’Arca, possiamo imbarcarci, e navigare con lui. Fiduciosamente.

Maria Teresa Castellana

scrittore d’arte e viaggiatrice